Le mie tele raccontano storie; storie che sono in cammino, proprio come il walk-about degli aborigeni; si svolgono nel momento stesso in cui acquistano forma mentre si muovono sulla tela. Uso lo stesso metodo di quando scrivo storie sulla carta. C'è solo un'idea iniziale ma, poi, la penna o il pennello sembrano acquisire una vita propria; oggetti che hanno un'anima. Così come si 'dipingono' pensieri sulla carta, nello stesso modo si 'scrivono' storie sulla tela. Queste storie raccontano sempre di un sogno, di una visione onirica, a volte del compimento di un'ottava. I colori e le forme si attitano fra di loro senza uno schema preciso, una sorta di alleanza spontanea, sembra si parlino con un linguaggio segreto che solo loro conoscono. Quando porto una storia sulla tela, porto me stessa. Mi preparo come se andassi ad un incontro galante, cerco di 'mettermi bella' per questo incontro con lo Spirito della pittura. E' per me un momento intimo che rimane fra le mura di casa mia. Col bel tempo mi trovate all'aperto tra le piante del minuscolo giardino-balcone, d'inverno invece sul tappeto del mio studio. Nessun cavalletto; è più comodo stare a terra in modo che il quadro possa girare liberamente. In quanto ai miei attrezi da lavoro, farei rabbrividire chi di pittura se ne intende davvero!

Tjukurpa e Daidirri
27 gennaio - 09 Febbraio 2017

 

Aboriginal Experience at Vatican Museum