Quando Claretta Orlandi incontrò il Maestro Artur Rubinstein lavorava come segretaria di direzione presso gli Studi di registrazione della RCA. Si era alla fine degli anni sessanta e il grande Maestro, che aveva già superato gli ottant'anni ma conservava l'animo di un fanciullo, veniva in Italia per registrare le sue interpretazioni. Nei giorni di permanenza era assistito da Claretta la cui presenza fu sempre assai gradita al Maestro; amaro gli fu apprendere che non sapeva leggere la musica ma piacevole sorpresa scoprirla autrice di poesie. La incoraggiò a coltivare questa inclinazione aggiungendo che solo attraverso l'espressione artistica gli uomini sono in grado di comunicare correttamente.

“L’incontro col Maestro ha segnato l’inizio della mia propensione per l’arte. Negli anni a seguire ho continuato a scrivere versi dando libera voce alle mie sensazioni più intime. L’idea, poi, di pubblicarli in raccolte è mossa dalla certezza che la condivisione può essere un balsamo per chi scrive e per chi legge parole dettate dal cuore”.

Movimento d'Ordine e Armonia
Questa collezione che costituisce uno splendido mosaico umanistico, rappresenta la tramatura ideale per raggiungere gli obiettivi di civiltà e di libertà propri di ogni singolo componimento poetico. La poesia ha bisogno, nei suoi limiti etici ed estetici, di comunicare con gli altri, di parlare alla gente, per questo deve uscire dalle accademie, dalle aristocrazie letterarie, dalle velleità mondane, per recuperare quella identità forte che da sempre costituisce l'esempio più dignitoso e più alto di qualsiasi altra forma espressiva dell'arte.

Tenera foglia
Ogni poeta tenta di ricomporre un ciclo di speranze, di amori, di solitudini, ma anche di emozioni, di storie, di sensazioni, colte da quella porzione di realtà che ogni uomo racchiude nel suo universo. La poesia di tutti i poeti, celebrati o sconosciuti è, quasi sempre, rivolta a recuperare il mistero della complessa avventura umana, e nessun uomo può essere arbitrariamente amputato della parola. Per questa ragione Libroitaliano dà voce ai poeti nella certezza che, anche nella ricorrenza di questo decennale, la poesia ci aiuti a ricomporre un mosaico di civiltà e d'amore.

 

Universo Multiverso
L'attenzione per l'atomo, la particella, il cristallo, la nota del canto nella notte, il sussurro all'orecchio, il riflesso della luce nell'angolo più impensato ed angusto, hanno attivato l'attenzione dell'Autrice fin dalla sua adolescenza. Il microcosmo ed il dettaglio sono stati colti da Orlandi come elementi "eccezionali" del cosmo. Claretta coglie i gesti e i fremiti del multiverso dalle mille forme come evoluzione e crescita dell'universo infinito. Gli aborigeni australiani ed altri "piccoli grandi mondi" sono il luogo di osservazione e lo spazio del crogiuolo di un multiverso teso verso l'universo. Così, uomini, terre ed acque, tempi passati e presenti, miti, linguaggi e culture religiose si materializzano in questi versi che si snodano si "legano" in un "verso" unico che abbraccia lo scenario del confronto del dentro e del fuori dell'anima umana, dove amore e odio, canto di festa e lamento di mestizia si rincorrono fra infiniti rimandi intrisi di speranza.
Premio Nazionale Selezione Poesia 2010.

 

Ritmi poetici
Ritmo dal lat. Rhythmu(m) a sua volta dal greco rhytmós che si presuppone sia derivato da rhêin ‘fluire’. Fluire come Fluismo ed ecco che questa silloge non è più una semplice cadenza di eventi o un’alternanza musicale di tempi e passi diversi ma un fluire d’immagini che vanno e vengono senza mai oscurarsi a vicenda poiché ogni poeta ‘cammina’ sulla sua propria strada. Impossibile comprendere la poesia introducendo schemi o catalogandola. Ella è, soprattutto, ritmo fuggevole proprio ed unico di ciascun poeta. Solo a lui ed esclusivamente a lui spetta l’espressione di quel momento di verità di cui si assume anche la responsabilità nel donare all’altro il suo pensiero, la sua visione del mondo. E’ così che mi piace pensare la poesia: un ‘mestiere’ per poeti consapevoli. In questa raccolta le pennellate sonore e ricche di colore si fanno sentire nell’aria e vanno a colmare spazi visibili e invisibili. Ora il ritmo è lieve, quasi impercettibile, ora cadenzato e invitante, ora allegro, ora più sommesso vagante in un adagio che induce alla riflessione: è questo il fluire dell’anima. I poeti viaggiano su cammini evolutivi diversi ma spesso le loro verità si incontrano nel lago dei pensieri sensibili e sovrasensibili, segno, questo, di appartenenza all’iniziazione poetica e allora diventa tutta una chiaroveggenza, un sapere dove l’altro si trova se fra i misteri e i segreti della personalità, nei mondi paralleli del sogno e dell’immaginazione oppure nel sublime mondo del divino. Aspetti questi, tutti degni di ammirazione, di essere vissuti e trasmessi.

Essenza d'amore
L’Amore che c’è, l’amore che manca. Quanto è importante l’Amore: è importante quando c’è e quando è assente. È il timone della nostra barca che può navigare in acque tranquille o tempestose. Il timone indica una direzione e in quella direzione si procede. Il primo amore terreno è nostra madre e quando il suo amore non c’è si crea in noi un buco assordante, nero, come la pece, così profondo da raggiungere il centro della Terra. La deprivazione d’Amore è una fra le mancanze più gravi che un essere umano possa commettere, innanzitutto verso se stesso e, poi, verso l’altro. Togliendo all’altro l’aria, la luce, la gioia di vivere si entra in un percorso asfissiante dove le cellule del corpo a mala pena sopravvivono. Cosa ci riporta in vita? L’Amore stesso, quello in cui è immerso tutto l’Universo.

 

I tratti dell'anima
Clara Orlandi è la curatrice di questo testo di Francesca Benedetti, Maestra dei Tratti dell’Anima. Si tratta di un viaggio fantastico nel mondo dell’invisibile ed è il primo volume che appartiene alla collana del Fluismo.

Lo scarabocchio inteso come parola illegibile è una fase del disegno nell’età evolutiva che rivela aspetti del carattere e della personalità, così come gli scarabocchi dei TRATTI DELL’ANIMA, nella loro genuinità, rappresentano una delle sincere risposte all’interrogativo che l’uomo si pone sul mondo dell’invisibile offrendo agli allievi un esempio affascinante di corso/percorso.

 

Il giardino di Orito
Il Giappone è stato lungamente terra dei samurai e delle geishe, dei fragili ombrellini di carta di riso e dei celebri giardini simili a quadri perfetti. L'autrice vive la nostalgia per un Paese ormai lontano, visto attraverso gli occhi fantastici di una fanciulla che, da adulta, scopre un Giapponese moderno, distante dai canoni di bellezza e di estetica che lei aveva sempre sognato. Il Giappone, che si incarna nel giardino di Orito, è il protagonista indiscusso di questo romanzo e può essere paragonato al sakura o fioritura degli alberi. "Si devono forse ammirare i fiori solo quando sono in pieno rigoglio e la luna è tersa?" e ancora "I fiori che cadono e il tramontar della luna sogliono riempire l'animo di melanconia. Eppure solo qualcuno dal cuore totalmente insensibile potrebbe dire: "Questo o quel ramo ha i fiori appassiti: non c'è più nulla che valga la pena di essere visto" (Kenkò Hòshi). Questi principi della tradizione estetica giapponese sommuovono la suggestione velata e misteriosa dell'autrice ai massimi livelli.

Un viaggio sul Nilo e oltre
Il viaggio sul Nilo sa di polvere – afferma l’autrice – è un viaggio ‘vicino al cuore del figlio mio’, così dicevano le donne. Odore di orto. Orto bagnato dall’acqua di anime che raccontano una storia, sempre quella, immutabile nei secoli. Chiudi gli occhi e aspetta la bocca, è un parlare dentro, un dialogo senza parole, senza grande impeto. Ridono anime nei corpi distesi sull’erba. Fiori fra i capelli per una notte. È una Regina della notte dal dolce odore di vaniglia. Come un sole sprigiona i suoi raggi per piegare mestamente il capo’. I versi di Clara Orlandi sono qui, sulla carta e, come attori, recitano una scena: la vita di un tempo vivida e palpitante, fatta di avvenimenti come pure di sfumature caduche, immagini saldate al tempo, che incurante degli avvenimenti, come per incanto, le ha portate di qua, fra noi. Il viaggio ‘nell’oltre’ ci porta alla realtà di oggi …. È la stessa concretezza evanescente che ha ispirato Francesca Benedetti e la sua arte fotografica. È alla sua sensibilità di ‘vedere oltre’ che la Orlandi ha affidato questa preziosa raccolta di versi.

 

Il Sole abita Uluru
State per organizzare un viaggio memorabile? Vi siete impegnati a fondo per predisporre ogni minimo dettaglio? Vi affidate ad agenzie, o ad amici che hanno già sperimentato l'impresa che vi accingete a compiere? O siete gra quelli che navigano in Internet Last Minute? Bene, tutto è pronto per scoprire che non esistono solo mezzi di trasporto per muoversi, per raggiungere e conoscere il mondo e, che spesso, gli obbiettivi della macchina fotografica e della cinepresa nascondono luoghi, persone, situazioni cose mai viste!... Se, poi, qualcuno desiderasse ricevere le coordinate del viaggio descritto in questo libro, non deve far altro che...mandare un e-mail clara.orlandi@alice.it

 

 

Iniziazione al mondo degli Aborigeni
La bontà della cultura aborigena consiste fondamentalmente nella semplicità di vita e nel saper guardare il creato con occhi perennemente stupiti, così da non avere tempo da perdere in contese guerriere portatrici di squilibri e di violenza. Le leggi dell'amore, del rispetto per i simili e per il territorio regolavano la vita di questo antico popolo di pittori, scultori, musicisti e maghi. Leggi Universali che, se condivise da tutti gli esseri umani, indipendentemente dal giardino in cui vengono "piantate", danno sempre buoni frutti. Un viaggio attraverso credenze, arte, medicina , magia Claretta Orlandi è l’autrice di questo ottimo saggio, pubblicato dalle Edizioni Mediterranee, intitolato “Iniziazione al mondo degli Aborigeni” (pagine 123, Euro 7,95), dedicato alla cultura, agli usi, ai costumi e alle credenze degli Aborigeni dell’Australia. Il mondo conobbe gli Aborigeni a partire dal 1788, quando giunse nella baia di Sydney la prima nave con i galeotti destinati alla colonia penale australiana (le coste australi erano state scoperte da Cook nel 1770). Questo bel libro, scritto con uno stile agile, scorrevole, molto incisivo, ci aiuta a comprendere meglio questo antico popolo, che ha subito violenze e sconvolgimenti dal dominio degli europei, ma che, nonostante gli orrori del colonialismo, ha saputo lottare per preservare la propria cultura e le proprie tradizioni. Lo ritengo uno tra i migliori libri scritti sull’argomento.

Fabrizio Legger.

Studia missionalia
In qualità di Research Scholar and Writer ( Research area tribes in Australia) Clara Orlandi contribuisce con un articolo dal titolo “ Un solo Dio per Benedettini e Yuat Nyoongara? La conversione un fatto tra fede e religione” alla redazione di “Studia Missionalia, vol. 57, 2008” la prestigiosa collana edita dalla Pontificia Università Gregoriana. Il titolo del volume “God the Creator: Universality of Inculturality” tocca il delicato tema della inculturazione. La Orlandi, nel suo articolo, racconta di una evangelizzazione ardita in una terra come l'Australia oggetto di missione sia protestante che cattolica. Sottolinea l'opera grandiosa del monaco benedettino Rudesindo Salvado (1814-1900), anticipando così l'approfondimento dei suoi studi ad indirizzo storico-antropologico della Missione Cattolica in Australia.

Aborigeno con gli Aborigeni
Per l'evangelizzazione in Australia

Questa pubblicazione rappresenta un riconoscimento delle energie impiegate da diversi decenni per dare alla storia delle missioni il posto che merita. Per lungo tempo ridotta ad essere semplice appendice della storia del cristianesimo o, al meglio, una manifestazione particolare della vitalità delle Chiese europee, poi nordamericane, la storia delle missioni si impone oggi come un settore di studi che ha la sua propria legittimità. L a pubblicazione della Relazione dettagliata redatta da Mons. Salvado nel 1883 viene a prolungare, dunque, questa impresa, attraverso una edizione critica stabilita con una cura meticolosa. L'edizione è, inoltre, preceduta da una lunga introduzione che costituisce un vero modello quanto ai criteri da rispettare per la raccolta della documentazione, lo stabilire il testo, il prendere in considerazione la storiografia recente, l'identificazione dell'autore e la contestualizzazione.

 

Rusindo Salvado
Un Missionario fra gli Aborigeni Australiani Le Relazioni del 1865, 1882, 1900 Il volume inserito nella collana Saperi Testi Contesti pubblicato dalla Urbaniana Univerity Press porta alla luce importanti aspetti dell'opera di un grande Missionario, svolta nel Continente Australiano. Rudesindo Salvado, Monaco Benedettino, fu vescovo di Adriana e Abate Nullius nella Missione di Nuova Norcia da lui stesso fondata. I documenti prodotti nel testo ci mettono nella condizione di avere un'ampia veduta di insieme e di comprendere meglio le strategie perseguite per affrontare e superare le difficoltà incontrate nell'opera di civilizzazione e cristianizzazione degli Aborigeni Australiani.

 

Le Figlie del Sogno Aborigeno
"Rivedo Marie che sulla porta mi guarda e mi domanda: "Cosa ne pensi della nostra cultura e tradizione?". Ricordo come se fosse oggi che le risposi: " E' tanto bella e ricca di significato che tu ne dovresti essere orgogliosa!". Mi guardò con un sorriso che sapeva di soddisfazione e di un po' d'invidia. Io avevo saputo da sua madre che Marie non era ancora pronta all'iniziazione, non essendo ancora sicura se accettare o rifiutare la sua aboriginalità. Marie si accostò a me e tentò di sapere cosa era avvenuto a Banana Spring, ma conoscendo la loro legge, le dissi che tuto quello era un segreto che non avrei mai rivelato a nessuno...".